SCENE DA 21 a 25

Grafica acquerellata cm 22x32

 

Lo scongiuro - " a scunciura "   scena 21

XXI scena "A sconciura" (Lo scongiuro).
La scena che mi accingo a commentare è una di quelle credenze popolari nelle quali, tuttora, crede molta gente.
L'autore racconta come massaro Paolo guarisce la "malattia" del genero di don Calogero, che i parenti hanno diagnosticato come "malocchio". Con un tovagliolo, mezzo bicchiere d'acqua, una preghiera a S. Giovanni e 1'assistenza dei familiari, egli riesce a far sentire meglio il malato, tirandolo su anche moralmente.
Nel raffigurare la stanza in cui si svolgeva la cerimonia, si è cercato di riprodurre fedelmente l'arredamento, nonché la posizione e gli atteggiamenti dei protagonisti del racconto. Da notare, nella spalliera del letto, la "Madonna con il Bambino"; appeso al muro, come capezzale, il "Crocifisso" e il ramo d'ulivo pasquale, simboli che testimoniano la fede in Dio. Accanto la finestra, sotto il ferro di cavallo, c'è una mensola con il lume e il lumino di cera; il comodino vicino al letto, sotto il quale c'è il vaso da notte (rinale) e, naturalmente, il gatto

 

 

 

 Il fidanzamento 

" u fidanzamentu"  scena 22

XXII scena "U fidanzamentu" (II fidanzamento).
Questo disegno illustra un altro racconto di "credenze popolari" presenti nel libro e sulle quali 1'autore mi ha documentato per comporre la scena.
Si racconta che nel "salotto" di una famiglia benestante viene ricevuto il pretendente alla mano della figlia del ricco massaro. A sinistra, nel disegno, si nota "a cammarera" (la domestica) con in mano il vassoio, sul quale, ci sono paste di mandorla e il "rosolio" fatto in casa; sotto 1'orologio a muro, c'è il padre che si accende un sigaro, simbolo di virilità e comando. A sinistra di Don Rosario, il future suocero, e seduto il fidanzato; questi indossa un vestito la cui giacca, a confronto dei pantaloni, scuciti dal cavallo, è nuova, e spiega di non possedere altro che le braccia per lavorare e 1'amore per la ragazza che vuole sposare. La madre, compostamente seduta, assiste come spettatrice. E la ragazza, con la scopa in mano, cosa fa? Cerca di cacciare via il "gatto" che, sotto la sedia del fidanzato, gioca con lo spago che pende dalla sedia sfondata. Ella teme che possa danneggiare l'unico "capitale" che il future marito possiede

 

 

La raccolta delle olive - cogghiri alivi " scena 23

XXIII scena "Cogghiri alivi" (La raccolta delle olive).
La raccolta delle olive comincia in autunno inoltrato con le olive raccolte da terra. Queste producevano un olio acido che veniva usato per fare il sapone. Eliminate queste olive malate, cominciava la raccolta vera e propria.
Questa è una scena particolare che rispecchia un momento fondamentale della vita della campagna. Nell'impostare la scena ho voluto evidenziare i personaggi di primo piano, infatti sono volutamente disarmonici per attirare 1'attenzione e potere accostare la semplicità del disegno "naif" alla naturalezza dei contadini che affrontano una lunga giornata di lavoro, nonché al tempo a cui si riferisce il racconto. Come potete vedere nel disegno, le donne ricurve su se stesse, raccolgono le olive che gli uomini "scutolano" (scuotono dagli alberi) con bastoni di diversa lunghezza. Molte olive cadevano sulle tenne stese nei punti dove c'erano pietre ed erba, mentre negli spazi liberi, queste venivano raccolte singolarmente. A fine giornata, le olive venivano travasate nei sacchi e portate al "trappeto". Comunque, per meglio vivere la scena, provate a leggere il libro o ad andare a raccogliere le olive, ne potrete ricavare: mal di schiena e olio buono.

 

 

Il trappeto: Il frantoio -    " u trappitu a macina "       scena 24

XXIV scena "U trappitu: a macina" (Il trappeto: Il frantoio).
Al trappeto si lavorava sodo. Nel disegno e raffigurato il continue girare dell'asino attorno ad una pietra circolare, con sopra un'altra pietra (macina) che schiaccia le olive. Il contadino con un bastone dalla punta appiattita, badava a spingere continuamente la poltiglia sotto la macina, mentre un altro porta ancora un cesto di olive. A sinistra si vede il Torchio che completa la spremitura delle olive (come per il vino), nonché 1'immagine della Madonna al centro della parete.
Per più avvicinare la scena alla realtà, come in altri disegni, si è voluto inserire dei particolari: il lume, più grande del normale per meglio notarsi e le galline, sempre presenti dove c'è un animale da tiro che lavora.

 

 

Semina a solco - " simina a filagnu "   scena 25

XXV scena "Simina a fllagnu" (Semina a solco).
Autunno, tempo di migrazione per gli uccelli e con le prime nuvole arriva il tempo della semina. La tecnica della semina era determinata dalla qualità del terreno e dalla sua preparazione, in questo caso, è a "filagnu" (solco). Come si vede nel disegno, questo lavoro veniva svolto da più persone: una tracciava il solco con un aratro tirato da due buoi; un'altra, seguendo a poca distanza 1'aratro, depositava pazientemente i semi nel solco e 1'ultima, con la "straula", copriva i semi, appiattendo i solchi tracciati.

 

 

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